Letizia Battaglia, una mostra ai Granai di Villa Mimbelli, Livorno

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Letizia Battaglia, una mostra ai Granai di Villa Mimbelli, Livorno

Sabato 19 gennaio, nell’ambito del progetto “Fotografia e Mondo del Lavoro”, inaugura negli spazi dei Granai di Villa Mimbelli nel complesso del Museo Civico Giovanni Fattori di Livorno, la mostra di una delle figure più importanti della fotografia contemporanea, Letizia Battaglia.

Promossa dalla Fondazione Carlo Laviosa e realizzata in collaborazione con il Comune di Livorno, la mostra “LETIZIA BATTAGLIA” riunisce cinquanta fotografie: pagine di cronaca diventate documenti storici che raccontano il volto dell’Italia in trasformazione. Il percorso, spiega il curatore della mostra Serafino Fasulo, “non segue un andamento cronologico o tematico ma intende trovare un filo conduttore tra l’atroce ed il bello come tracce degli archetipi che generano le azioni umane”. E prosegue “il lavoro di Letizia Battaglia, una giovane di 83 anni, è stato spesso sommariamente etichettato come testimonianza sugli omicidi di Mafia ma ciò è riduttivo. La Battaglia è stata sì una fotografa di trincea (nomen omen) … ma ci ha illuminati ed arricchiti anche con la sua incessante ricerca della bellezza e della dignità: le sue foto restituiscono il pathos delle tragedie greche, il dolore ed il sublime.”

Da sempre Letizia Battaglia si esprime nel rigore del bianco e nero. Afferma di non amare il colore: “ancora oggi il solo pensare al rosso del sangue mi fa star male. Penso che il bianco e nero sia più silenzioso, solenne, rispettoso. Anche quando guardo la fotografia degli altri cerco il bianco e nero. È un gusto artistico, del mezzo, del risultato”. Eppure nelle sue fotografie, suggerisce Paola Tognon nel testo critico in catalogo, “non c’è bianco e nero perché non c’è buono e cattivo, e tantomeno c’è buonismo o moraleggiante pietas, invece, proprio attraverso il contrasto deciso tipico delle sue immagini, ciò che appare è tutta l’evidenza e la condizione della complessità umana (…) molte fra le immagini ci danno brani di contesto, parti della sua Palermo, abbandonata e ritrovata, che assurge però ad esemplificazione di un palcoscenico unico e insieme universale della storia umana”.

Per la Battaglia la fotografia nasce da un’urgenza etica ed è strettamente legata alla vita. Fotografare per lei significa farsi prossimi agli altri e raccontarne il dolore. “Non a caso usa un grandangolo capace di dare grande profondità all’immagine, con i protagonisti in primo piano, come se fossimo loro vicini, compagni coi quali condividere un breve tratto di strada”, sottolinea Padre Andrea Dall’Asta nel suo contributo in catalogo.

In mostra, accanto agli scatti che testimoniano alcuni fatti salienti di cronaca italiana, la Palermo popolare, i ritratti di donne e bambini ma anche i ricevimenti mondani che restituiscono il fascino gattopardesco dell’aristocrazia siciliana.

“Letizia Battaglia” – il catalogo a corredo dell’evento – conterrà oltre agli interventi istituzionali, i saggi critici di Andrea Dall’Asta SJ, Direttore della Galleria San Fedele di Milano, di Paola Tognon, Direttore Scientifico dei Musei Civici Livorno, di Serafino Fasulo, Direttore Artistico della Fondazione Carlo Laviosa. I proventi della pubblicazione, in vendita presso il bookshop del museo, saranno interamente utilizzati per il progetto “Fotografia e Mondo del Lavoro”.

Letizia Battaglia
un progetto della Fondazione Carlo Laviosa in collaborazione con il Comune di Livorno
a cura di Serafino Fasulo
dal 19 gennaio al 15 marzo 2019

Museo Fattori, Granai di Villa Mimbelli
via San Jacopo in Acquaviva 65 – Livorno
www.museofattori.livorno.it